Senza categoria

Misurare la salute e la disabilità in Europa

L’Unione Europea è la prima organizzazione internazionale a iniziare a monitorare le malattie e il loro impatto in modo completo.

In Europa non esiste un’unica definizione di salute e disabilità. Ciò rende difficile per gli europei comprendere e gestire la propria salute, assistenza e supporto.

Una disabilità esiste quando una persona ha ostacoli alla piena partecipazione alla società, il che significa che la persona non può partecipare pienamente alla società senza l’aiuto di un assistente o il sostegno di altri.

Questo saggio discute vari diritti umani, nonché definizioni di disabilità e salute. Introduce anche concetti come necessità, diritto all’assistenza sanitaria e sicurezza sociale.

La dignità umana è un concetto difficile da definire. Ogni persona dovrebbe essere trattata con dignità. Eppure non è sempre chiaro cosa questo significhi quando sono nel sistema sanitario: cosa conta come rispetto? Che cos’è un processo equo?

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo stabilisce il diritto all’assistenza sanitaria, alla sicurezza sociale e ad altri servizi di assistenza sociale come opportunità di istruzione e formazione per i bambini con disabilità e altri che necessitano di assistenza speciale.

L’Unione Europea riferisce che della popolazione totale in Europa, ci sono 116 milioni di persone che vivono con una disabilità e 925 milioni di persone che vivono con una qualche forma di malattia cronica.

Attualmente non disponiamo di un metodo standard per misurare quante persone nell’UE sono disabili o malate croniche. Ciò significa che non possiamo misurare i risultati di salute e disabilità o il benessere in tutta Europa.

Questa mancanza di dati è un ostacolo allo sviluppo di politiche e programmi che promuovano la salute e il benessere tra gli europei.

In Europa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta sviluppando una nuova metodologia che misura la salute in termini di tempo libero da disabilità. Gli Stati Uniti hanno utilizzato un concetto simile, sebbene il loro focus sia sulla qualità della vita.

La disabilità può essere misurata dal numero di ore necessarie per la vita quotidiana e il lavoro. In Europa, coloro che hanno difficoltà a completare un’attività per più di 30 minuti sono considerati disabili e potrebbero beneficiare di assistenza e benefici.

Questa metodologia non si concentra sulla durata della vita o sull’aspettativa di vita, ma piuttosto sulla capacità di una persona di svolgere le attività quotidiane nel proprio ambiente preferito. Gli Stati Uniti utilizzano concetti simili almeno dagli anni ’40, il che li pone come uno dei paesi pionieri in questo senso.

L’Unione Europea ha introdotto un modo per misurare la salute e la disabilità al fine di garantire che gli europei ricevano la sicurezza sociale di cui hanno bisogno.

Una delle misurazioni più comuni è chiamata Capacità limitata di lavorare (LAW) ed è utilizzata dai governi.

L’Europa è uno dei principali contributori al carico globale delle malattie. Di conseguenza, è stata messa in atto una politica per conoscere la situazione della salute e della disabilità per le persone in Europa.

La principale misura utilizzata in Europa è DALY (Disability-Adjusted Life Year) che permette di confrontare lo stato di salute di paesi con quello di altri paesi e persino individui.

Con l’ascesa dell’IA e della robotica, siamo in un mondo di cambiamenti. La capacità di misurare la salute e la disabilità sarà basata sull’IA, ma è possibile che ciò porti a più pregiudizi.

Una soluzione consiste nell’utilizzare i sondaggi di autovalutazione in quanto consentono di ascoltare le opinioni delle persone e di ottenere il controllo sulle proprie vite. Poiché questi sondaggi sono anonimi, possono anche fornire dati preziosi che possono aiutare con le politiche future.

Alcuni gruppi temono che se viene utilizzato questo metodo, non sarà sufficientemente affidabile o sicuro e potrebbe non fornire risultati accurati.

C’è un numero crescente di persone con disabilità nell’Europa moderna. L’Unione Europea ha politiche per promuovere i diritti delle persone con disabilità. Ciò include la definizione di principi di progettazione universali e pari opzioni di accesso negli spazi pubblici.

Per alcune persone, avere una disabilità è stata una parte della loro vita che hanno accettato come un evento naturale. Per altri, avere una disabilità è diventata più distinta man mano che è stata riconosciuta e definita dalla società in generale, dall’assicurazione sanitaria alle opportunità di lavoro e all’adeguamento del costo della vita.

L’attuazione da parte dell’UE della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) nel maggio 2008 ha previsto un riconoscimento e una protezione più espliciti contro la discriminazione basata sulla disabilità. Queste modifiche legali sono state attuate a due livelli: legislazione e iniziative politiche come quelle intraprese dall’azione dell’UE sulla disabilità

Articoli consigliati